Nel corso dell’ultimo anno abbiamo assistito a un calo dell’attenzione sul tema delle rotte migratorie. Abbiamo problemi molto grossi, innanzitutto il Covid-19. Non deve quindi sorprenderci che si parli sempre meno di quello che stanno passando i migranti, ed è per questo che l’iniziativa di Agora Europe di una serie di webinar dedicati al mare come frontiera ci pare importante.
Sta avvenendo qualcosa che non è mai avvenuto prima, ovvero le rotte sono impazzite. Non esistono più una o due rotte, abbiamo oramai molte rotte migratorie che si intersecano e che cambiano continuamente. Ci sono migranti che vengono dall’Africa, che arrivano però dalla rotta balcanica. Abbiamo siriani, afghani che arrivano dalla Libia. Insomma, si è un po’ mescolato tutto. Questo non vuol dire che la situazione sia migliore, anzi vuol dire che più persone migranti prese dalla disperazione, dalle lunghe attese, dalle violenze, dai respingimenti le tentano un po’ tutte.

A Roma la situazione di colpo è diventata di nuovo molto difficile. Se Baobab experience nasce nel 2015 per preoccuparsi di migranti transitanti, e cioè di quei migranti che non considerano l’Italia come Paese di “final destination” ma come Paese di transito (Italia, Spagna e Grecia, insomma il Sud dell’Europa, sono Paesi di arrivo, e non di destinazione), negli anni successivi, a causa del fenomeno dell’esternalizzazione delle frontiere, del blocco e dei respingimenti ai confini, e del conseguente calo dei flussi migratori, il Baobab ha cominciato ad occuparsi di più dei migranti stanziali e dei loro diritti. Negli ultimi mesi la situazione è cambiata ed è ripreso in maniera massiccia il flusso dei migranti, provenienti dal Corno d’Africa, dagli hotspot e dalle navi quarantena che sono diretti verso i Paesi del Nord. Abbiamo quindi un afflusso giornaliero di 40-50 migranti che non hanno accoglienza.

A questi numeri si aggiungono i migranti stanziali nei pressi della stazione Tiburtina e quindi in questi giorni siamo particolarmente impegnati per portare almeno un minimo di aiuto a queste persone in difficoltà. Il motivo per cui dal 2015 ci battiamo è che non esiste un’accoglienza per i migranti transitanti.
È un momento molto difficile per la migrazione. Arrivano famiglie, bambini e attualmente non esiste accoglienza, non c’è un’accoglienza ufficiale per tutti loro. Sono i cittadini, e Baobab experience con l’aiuto di tante altre organizzazioni, che cercano di aiutare i migranti. Lo stesso vale per i salvataggi in mare: è la flotta civile europea a compiere quei soccorsi che i trattati internazionali e la legge del mare rendono obbligatori per gli Stati. E ancora prima delle leggi, è il mare a…

L’articolo prosegue su Left dell’8 gennaio 2021

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