La Rivoluzione Russa, nella semplicità delle sue parole d’ordine – «la pace, la terra ai contadini» – ha dato una soluzione positiva alle enormi questioni che la borghesia aveva creato – la guerra – o non era in grado di risolvere: la servitù della gleba e le diseguaglianze sociali.

I partiti comunisti nascono, sulla spinta della Rivoluzione Russa, come l’avanguardia di questo movimento universalistico che, a partire dalla classe operaia e dai contadini, agisce concretamente la liberazione di tutte e tutti gli sfruttati ed in prospettiva di tutto il genere umano. E’ un messaggio di fortissimo universalismo concreto quello che emerge dalla rivoluzione e – come esemplificato dallo slogan “fare come la Russia” – va oltre la politica tradizionale, parlando a tutte e tutti gli sfruttati.

Il comunismo 100 anni fa non era un fatto ideologico ma “la semplicità difficile a farsi”: la pace e la terra ai contadini, appunto. A quella semplicità dobbiamo tornare. Il comunismo non è una scelta religiosa o l’ideologia di un partito ma “il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente”, cioè la ricerca della soluzione migliore a fronte delle enormi contraddizioni generate dal modo di produzione capitalistico.

A distanza di un secolo dalla prima guerra mondiale il capitalismo ci ha ributtati nella barbarie: della distruzione del pianeta, dello sfruttamento del lavoro produttivo e riproduttivo, del razzismo e della guerra, delle masse sterminate dei poveri a cui fanno da contraltare la concentrazione di enormi ricchezze. Il capitalismo ha esaurito la sua spinta propulsiva e solo la fuoriuscita dalla logica del profitto come principio organizzatore del vivere sociale può garantire un futuro all’umanità.

Per questo l’umanità ha bisogno di Socialismo: come regno della libertà a partire dal superamento dello sfruttamento del lavoro e della natura. Come possibilità per l’umanità di utilizzare positivamente l’enorme potenzialità data dallo sviluppo della scienza e della tecnica. Come superamento delle classi sociali e di ogni ruolo sociale gerarchico e fisso a partire da quelli legati al genere o al colore della pelle. Comunismo come libertà degli individui di sviluppare positivamente la propria personalità in un quadro in cui l’uscita dal regno della necessità è garantita dalla cooperazione e dalla solidarietà.

Di questo parleremo giovedì 21 nel celebrare la nascita del Partito comunista d’Italia. Nella consapevolezza delle difficoltà: dalla guerra tra i poveri alla pervasività del pensiero unico fino alla nostra debolezza politica e sociale. Ma nel convincimento che la rifondazione un pensiero ed una pratica comunista rappresentano non solo un bene comune dell’umanità ma la condizione per uscire dalla barbarie dello sfruttamento dell’umanità e della natura. Perché come ci ha insegnato Seneca, «non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare».

*-*

 

 

 

 

 

 

Libertà, pace, lavoro, giustizia sociale, democrazia, tutela dell’ambiente. A 100 anni dalla nascita del Partito Comunista, l’attualità del socialismo

21 gennaio 2021 ore 18.00

Convegno on line – Presiede Rosa Rinaldi – Introduce Paolo Ferrero – Conclude Maurizio Acerbo

con la partecipazione di 

Heinz Bierbaum, Presidente del Partito della Sinistra Europea

Cinty Misculini del Comitato Centrale del Partito Comunista Cileno

Fabien Roussel, segretario nazionale del Partito Comunista Francese

Enrique Santiago, segretario nazionale del Partito Comunista Spagnolo

Intervengono: Giovanna Capelli, Paolo Ciofi, Carlotta Cossutta, Rita De Petra (Left), Paolo Favilli, Andrea Ferroni, Eleonora Forenza, Francesca Fornario, Dino Greco, Guido Liguori, Maria Grazia Meriggi, Dmitrij Palagi, Giovanni Russo Spena

diretta sulla pagina fb rifondazione comunista

Partito della Rifondazione Comunista, Partito della Sinistra Europea

 

Commenti

commenti