«La musica per chi vive e lavora di notte». Mezzanotte in punto e scatta la sigla di “Viaggiando” – scritta appositamente da Roberto Colombo – e si parte per un lungo viaggio notturno fino all’alba delle 5 e 45 del mattino in compagnia di cinque conduttori che, (cosa rivoluzionaria per l’epoca) avevano accuratamente preparato le proprie scalette musicali portandosi i propri vinili da casa.
Grazie alla pubblicazione di Rai Stereonotte, il volume appena uscito per i tipi di Iacobelli Editore, stiamo rivivendo l’epopea del programma trasmesso in diretta dagli studi Rai di via Po 14 che dal 1982 rivoluzionò l’ascolto notturno, grazie all’intuizione di un coraggioso funzionario – Pierluigi Tabasso – e a un gruppo di giovani conduttori – tra cui Ernesto Assante, Marco Boccitto, Alberto Castelli, Massimo Cotto, Alex Righi, Teresa De Santis, Enrico Sisti, Fabrizio Stramacci, e Giancarlo Susanna ed Ernesto De Pascale (questi ultimi scomparsi) – che per la maggior parte si erano fatti le ossa trasmettendo dalle radio libere (si chiamavano ancora così) e scrivendo sulle nuove riviste rock allora in prepotente ascesa.

Fu così che tra il 1982 ed il 1995 l’etere notturno fu inondato da uno tsunami di musica di qualità, non solo rock di ogni tempo e da ogni latitudine, da Elvis Presley ai Talking Heads, ma anche folk e blues, black & soul music, ska, reggae, jazz, musiche dal mondo, ritmi africani, canzone d’autore, senza steccati o pregiudizi di ogni sorta.
Il libro, introdotto da una interessante prefazione “storica” di Carlo Massarini, ripercorre quell’esperienza unica attraverso le testimonianze sia dei diretti protagonisti, sia di personaggi del mondo della musica e dello spettacolo in generale, da Renzo Arbore a Eugenio Finardi, Edoardo Bennato, Ligabue, Paolo Fresu, Fiorella Mannoia e tanti altri. Il curatore, Giampiero Vigorito, conduttore radiofonico, critico musicale, ma anche giornalista sportivo di lungo corso, ha vissuto in prima persona quell’avventura.

Come è nata l’idea del libro, e come mai proprio in questo momento?
In realtà l’idea covava sotto la cenere da parecchi anni. Il progetto iniziale era quello di raccogliere il meglio delle lettere che all’epoca ci arrivavano dagli ascoltatori. Bisogna tener conto che, per precisa scelta editoriale dell’ideatore del programma, non avevamo telefono, né fax, né numero verde, e quindi ogni settimana arrivavano in redazione centinaia di lettere degli ascoltatori, che Tabasso distribuiva poi personalmente ai singoli conduttori. Parliamo oltretutto di un’epoca in cui non…

L’articolo prosegue su Left del 15-21 gennaio 2021

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