Internet e il digitale hanno rappresentato in questo anno di pandemia la nuova fonte di socialità, uno dei pochi mezzi a disposizione per mantenere i rapporti professionali e personali.

Il digitale ha portato con sé nuove sfide, che seppur già presenti si sono manifestate con urgenza nel momento di un uso massivo della rete, che ha posto tutti noi in una condizione di isolamento fisico. “Solitudine” è stata una delle parole chiave degli ultimi mesi, un isolamento colmato per quanto possibile con la presenza in numerose piazze virtuali. Si è dibattuto a lungo delle conseguenze di questo isolamento sulle famiglie, sulle persone anziane. Si è parlato delle difficoltà legate a uno smart working per cui il Paese non era pronto e di quelle di una didattica a distanza organizzata in fretta dai docenti più abili con le tecnologie. Ma cosa è accaduto agli adolescenti che sono nella fase della vita in cui scoprono la relazione con l’altro, al di fuori del nucleo familiare, coloro che si trovano in quel periodo della vita in cui la crescita personale avviene anche grazie alle dinamiche di gruppo?

Le notizie degli ultimi giorni raccontano il disagio diffuso tra i più giovani, le conseguenze devastanti dell’isolamento associato ad una vita online che è aumentata a dismisura e ha portato con sé tutte le sfide e criticità di un uso non consapevole della rete. Gli adolescenti sono esposti a contenuti e incontri nocivi, rischiano di diventare il bersaglio di comportamenti pericolosi.

Secondo uno studio realizzato dall’associazione Di.Te. (Associazione nazionale dipendenze tecnologiche), assieme a Skuola.net e all’Università politecnica delle Marche, le manifestazioni dei bulli in rete sono…

L’articolo prosegue su Left del 29 gennaio – 4 febbraio 2021

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