Per contrastare la pandemia i Paesi ricchi si sarebbero già garantiti 6 miliardi di dosi per un miliardo di cittadini. Così ad altri 92 Paesi meno facoltosi rimarrebbero solo 500 milioni di dosi per 4 miliardi di persone. Contro questa prospettiva inaccettabile e per spingere Bruxelles a rendere vaccini e trattamenti anti-Covid19 un bene pubblico mondiale è partita una raccolta firme europea
Gravi violenze fatte passare per liti in famiglia, sconti di pena per mariti stupratori, donne trattate come provocatrici e bugiarde sia al momento di prendere in carico la denuncia che in tribunale. La cosiddetta vittimizzazione secondaria resta un grave problema - non solo culturale - da risolvere
Vale la pena di leggere le parole del professor Andrea Crisanti sui «dati di efficacia e di sicurezza» da mettere a disposizione della comunità scientifica
Il fatto che ci siano più vaccini in arrivo è importante per tante ragioni. Non ultima perché ogni antidoto potrebbe essere più efficace in un certo gruppo di popolazione: anziani, bambini, immunodepressi, etc. Ma non c’è ancora la garanzia che sia distribuito a tutti
Ne abbiamo sentite di tutte. E non solo da adepti della setta complottista QAnon che straparlano di dittatura sanitaria perché il Covid, a loro dire, non esiste. Non solo da esponenti della gerarchia ecclesiastica che...
Ottimista ma prudente. Così il farmacologo Silvio Garattini, fondatore dell'Istituto Mario Negri di Milano nel raccontare a Left cosa lo convince e cosa no riguardo i farmaci e i vaccini di cui si sente tanto parlare in questi giorni.
Fin dall’inizio della pandemia in cima all’agenda della leadership cinese c'è stata la produzione di un antidoto sicuro ed efficace contro il Covid-19. Il cui sviluppo - ora a un passo dal risultato finale - è andato di pari passo con i meccanismi di prevenzione e controllo per contenere i contagi
È uno dei temi cruciali del momento, se ne parla molto ma in modo frammentato. Perché sia davvero al centro della riflessione pubblica, dalle scuole alla politica, occorre far comprendere che la tecnologia è un prodotto umano che può essere plasmabile, scrive il docente universitario, tra i curatori della Biennale Tecnologia che si svolge online fino al 15 novembre
«Oggi più che mai l’università è organo costituzionale», sottolinea il professor Federico Masini de "La Sapienza" di Roma e candidato Rettore. «Dobbiamo garantire il diritto allo studio e far crescere un’accademia libera e aperta, con una visione che guarda al 2030. Le risorse da sole non bastano, vanno investite in modo intelligente»
Ridurre i contagi evitando un lockdown duro sarebbe l’ideale. Ma come fare? Lo abbiamo chiesto al fisico Giorgio Parisi, presidente dell’Accademia dei Lincei: «I numeri sono fuori controllo, non si può agire alla cieca: con un database nazionale si potrebbe fare un tracciamento più preciso dei contatti»